Una suggestiva oasi nel cuore di Roma

Romolo a Trastevere è il ristorante accolto dalle incantevoli mura del ‘500 dove Raffaello si innamorò della bella Fornarina, musa ispiratrice di molti suoi dipinti. Le opere d’arte esposte alle pareti valorizzano l’importanza e la bellezza delle sale, intime ed accoglienti, arredate in stile classico. Dalle scalette interne si accede al romantico giardino e alla terrazza, suggestiva cornice nel cuore di Roma, a pochi passi Gianicolo e dai pittoreschi vicoli di Trastevere. In primavera e in estate lo spazio esterno offre una magica atmosfera: con il verde pergolato, illuminato di sera da luci calde e soffuse, diventa il luogo ideale per una pausa di gusto all’insegna della tradizione romana.
Nelle tiepide serate autunnali è possibile cenare all’aperto, al riparo del gazebo.

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Ristorante romantico a Roma Trastevere

Un romantico San Valentino tra mito e realtà

Raffaello, la Fornarina e Romolo

Una famosa storia d’amore del Cinquecento ha come protagonisti il pittore Raffaello Sanzio e Margherita Luti, meglio conosciuta come la bella ‘Fornarina’, figlia del fornaio Francesco Senese.
Il biografo G. Vasari ha scritto che Margherita segnò profondamente la vita e l’evoluzione artistica di Raffaello.
La testimonianza più grande di questa relazione è il ritratto a lei dedicato, esposto a Roma nella Galleria Barberini.

Margherita Luti, secondo la tradizione popolare, abitava in un palazzetto a Trastevere, vicino a Porta Settimiana (l’arco dedicato a Settimio Severo racchiuso nelle Mura Aureliane).
Oggi l’edificio ospita Romolo ed il giardino dove Raffaello e Margherita trascorrevano romantiche ore insieme.
I secoli sono passati ma questa dimora rimane un santuario per gli innamorati e una testimonianza dei baci appassionati scambiati sotto l’arco della finestra da cui Margherita si affacciava.

Nel 1930 Romolo Casali avvia la storica taverna appartenuta, secondo la tradizione, alla celeberrima Fornarina. Il ristorante diventa famoso per l’eccellente cucina romana e perché Trilussa, il più amato poeta romano del Novecento, ha qui un tavolo fisso, come ricorda un’iscrizione nella sala d’entrata.
L’incantevole giardino, le mura antiche e le sale interne ricche di arte, accolgono pranzi e cene in un ambiente suggestivo “tra mito e realtà”.